Le colline sopra Bellagio offrono un territorio perfetto per fare trekking, visto che non solo i sentieri sono mantenuti in maniera eccellente e sono indicati con una segnaletica chiara e precisa, ma il Lago di Como e le montagne coperte di neve che si stagliano in lontananza hanno un fascino speciale quando vengono contemplate da una certa altezza. Se decidete di dirigervi sulle colline nei mesi estivi, quando l’aria di montagna è senz’altro più fresca che in riva al lago, o se optate per infagottarvi con diversi strati in una frizzante e limpida giornata d’autunno, entrare in contatto con la natura sui sentieri di escursionismo attorno a Bellagio è un modo fantastico per liberare la mente e mettere le cose nella giusta prospettiva. I proprietari del Palazzo, i membri della famiglia Pertusini, e molti di coloro che fanno parte del nostro personale sono dei grandi appassionati di trekking che amano camminare sui sentieri collinari sia attorno al Lago di Como che nel resto del territorio italiano. Cercate di ottenere delle dritte dalla loro ampia esperienza e conoscenza dei migliori itinerari e dei posti più interessanti in cui fermarvi a pranzo per assaporare deliziosi piatti della cucina locale di montagna.

Ci sono diverse cartine che potete acquistare che vi aiuteranno a programmare il vostro itinerario. La maggior parte è disponibile presso le librerie e gli uffici del turismo nella zona attorno al lago, ma le potete anche ordinare prima del vostro viaggio per farvi un’idea sui sentieri percorribili. Qui di seguito ve ne proponiamo alcune che troviamo particolarmente utili:

Lago di Como, Italia – Cartina dei Sentieri di Trekking della casa editrice GlobalMap (1:35,000) disponibile su Amazon o direttamente su GlobalMap.

La cartina dei sentieri di trekking del Lago di Como e del Lago di Lugano #91 della Casa Editrice KOMPASS (1:50,000) è disponibile sul sito tedesco di Amazon, e attraverso diversi altri venditori  sul sito statunitense di Amazon, e sulla pagina web di Omnimap, un sito della Carolina Settentrionale.

Anche l’Ufficio del Turismo ha pubblicato un depliant intitolato “Trekking sul Lago di Como”, con informazioni sui diversi itinerari sul Lago di Como e nella zona circostante e sui rifugi che offrono vitto e alloggio.

Vorremmo presentarvi due bellissime escursioni che potete fare partendo direttamente dal Palazzo. La prima ha inizio nel borgo di Guggiate e costeggia il Monte San Primo fino all’altopiano di Bocchetta di Terrabiotta, una camminata non impegnativa di circa 4 ore. La seconda prevede invece una camminata di maggiore difficoltà che incomincia nel borgo di Brogno e sale fino alla cima del Monte San Primo.

Le colline sopra Bellagio offrono un territorio perfetto per fare trekking, visto che non solo i sentieri sono mantenuti in maniera eccellente e sono indicati con una segnaletica chiara e precisa, ma il Lago di Como e le montagne coperte di neve che si stagliano in lontananza hanno un fascino speciale quando vengono contemplate da una certa altezza. Se decidete di dirigervi sulle colline nei mesi estivi, quando l’aria di montagna è senz’altro più fresca che in riva al lago, o se optate per infagottarvi con diversi strati in una frizzante e limpida giornata d’autunno, entrare in contatto con la natura sui sentieri di escursionismo attorno a Bellagio è un modo fantastico per liberare la mente e mettere le cose nella giusta prospettiva. I proprietari del Palazzo, i membri della famiglia Pertusini, e molti di coloro che fanno parte del nostro personale sono dei grandi appassionati di trekking che amano camminare sui sentieri collinari sia attorno al Lago di Como che nel resto del territorio italiano. Cercate di ottenere delle dritte dalla loro ampia esperienza e conoscenza dei migliori itinerari e dei posti più interessanti in cui fermarvi a pranzo per assaporare deliziosi piatti della cucina locale di montagna.

Ci sono diverse cartine che potete acquistare che vi aiuteranno a programmare il vostro itinerario. La maggior parte è disponibile presso le librerie e gli uffici del turismo nella zona attorno al lago, ma le potete anche ordinare prima del vostro viaggio per farvi un’idea sui sentieri percorribili. Qui di seguito ve ne proponiamo alcune che troviamo particolarmente utili:

Lago di Como, Italia – Cartina dei Sentieri di Trekking della casa editrice GlobalMap (1:35,000) disponibile su Amazon o direttamente su GlobalMap.

La cartina dei sentieri di trekking del Lago di Como e del Lago di Lugano #91 della Casa Editrice KOMPASS (1:50,000) è disponibile sul sito tedesco di Amazon, e attraverso diversi altri venditori  sul sito statunitense di Amazon, e sulla pagina web di Omnimap, un sito della Carolina Settentrionale.

Anche l’Ufficio del Turismo ha pubblicato un depliant intitolato “Trekking sul Lago di Como”, con informazioni sui diversi itinerari sul Lago di Como e nella zona circostante e sui rifugi che offrono vitto e alloggio.

Vorremmo presentarvi due bellissime escursioni che potete fare partendo direttamente dal Palazzo. La prima ha inizio nel borgo di Guggiate e costeggia il Monte San Primo fino all’altopiano di Bocchetta di Terrabiotta, una camminata non impegnativa di circa 4 ore. La seconda prevede invece una camminata di maggiore difficoltà che incomincia nel borgo di Brogno e sale fino alla cima del Monte San Primo.

Sentiero 1

Guggiate – Rovenza – Parco San Primo – Bocchetta Terrabiotta

Aumento di quota: 1.200 metri circa
Difficoltà: Facile
Durata: 4 ore

Chiedete al personale del Palazzo di organizzarvi un transfer fino al borgo di Guggiate a Bellagio, o prendete l’autobus C30 dal centro del paese fino alla fermata di Guggiate. Cercate la segnaletica del Sentiero 1. Questo rientra nel sentiero di trekking della Dorsale del Triangolo Lariano che taglia in due il triangolo di terra tra i due rami meridionali del lago e porta da Bellagio fino a Brunate, un paese sopra Como noto come il Balcone sulle Alpi.

Dall’incantevole Chiesa di Sant’Andrea a Guggiate, prendete la strada a destra dei cancelli di Villa Ciceri e seguite il Sentiero 1, e attraversate il Fiume Perlo le cui acque in passato erano impiegate per alimentare gli stabilimenti tessili e i frantoi locali. Il sentiero continua oltre la pista di atterraggio per gli elicotteri del servizio di emergenza, una casa colonica che dà sui frutteti di Cagnanica e si addentra in un folto bosco di castagni. (Coloro che preferiscono accorciare l’escursione, in questo punto possono prendere il Sentiero 5 e far ritorno scendendo fino al borgo di San Giovanni a Bellagio in circa un’ora.) Il sentiero prosegue con una stradina sterrata leggermente in salita che passa tra prati e boschi fino al meraviglioso parco di Villa Mariani, e termina in una radura con una cappella isolata. Seguite la strada lastricata che finisce nel paese di Paum, oltrepassate il cancello e salite finché vi sarete lasciati alle spalle un terreno ricoperto di faggi e sarete giunti ai verdi pascoli dell’Alpe delle Ville.

Il sentiero continua oltre la casa rivestita di pietra della vecchia Colonia Bonomelli fino al parcheggio di Monte San Primo. Seguite ancora la segnaletica bianca e rossa del Sentiero 1 oltre la sciovia della stazione sciistica di Forcella, un posto ideale per le famiglie dove andare a sciare in inverno. Dopo aver attraversato un bosco di faggi, continuate a salire sul sentiero che costeggia il crinale della montagna e addentratevi in un boschetto di ontani finché avrete raggiunto la bella Bocchetta di Terrabiotta che si trova a un’altezza di circa 1.400 metri. La vista del promontorio di Bellagio e dei tre bracci del lago vi toglierà il respiro, e con un po’ di fortuna potrete vedere una mandria di cavalli al pascolo che renderà le vostre fotografie ancor più speciali. Godetevi un pic nic ben meritato mentre ammirate il panorama, e tornate verso il parcheggio del Monte San Primo, dove possiamo organizzare un passaggio per venire a prendervi, altrimenti potete optare per una deviazione di 15 minuti per dirigervi al Rifugio Martina e degustare un pranzo con piatti della cucina tradizionale di montagna e un bicchiere di vino locale!

L’Energia dell’Acqua

Prima che il Lago di Como diventasse la destinazione preferita dei ricchi e famosi di tutto il mondo, i contadini e gli agricoltori che vivevano sulle colline di Bellagio dovevano arrangiarsi con tutto ciò che potevano coltivare nei loro campi e tutto quanto potevano trovare nei boschi. Le acque di molti dei fiumi che sgorgano a una certa altitudine e sfociano nel lago venivano sfruttate dalla gente del posto per produrre energia impiegata nell’attività artigianale e su più ampia scala a livello industriale. Il Fiume Perlo, che attraverserete durante l’escursione di oggi, rientra tra questi fiumi. La gente del luogo costruì ruote idrauliche per i frantoi con i quali si estraeva l’oro verde dagli ulivi coltivati in questa zona, o per macinare le castagne per ricavarne farina per gnochhetti e torte. Correnti di maggior portata erano sfruttate per la produzione di energia nei grandi stabilimenti tessili, come testimoniano le rovine di Menaggio e Nesso – e non dimentichiamo che la fiorente industria della seta dipendeva proprio dall’acqua!

Sentiero 39

Brogno – Punto panoramico di Nuvolone – Rifugio Martina – Cima di San Primo

Aumento di quota: 1.100 metri circa
Diminuzione di quota: 300 metri
Difficoltà: EE = per escursionisti esperti
Durata: 4 ore

Questa escursione è più faticosa rispetto alla precedente. Dal momento che il sentiero si può fare più scivoloso (soprattutto dopo un’abbondante pioggia!) e la vegetazione può essere piuttosto incolta con l’avanzare della stagione, vi raccomandiamo di indossare dei robusti scarponi da trekking e pantaloni lunghi. Chiedete al personale del Palazzo di incaricarsi del trasporto perché possiate arrivare al borgo di Brogno sulla strada Bellagio-Magreglio, e da questo punto seguite la segnaletica del Sentiero 39 che troverete tra due pilastri. Incamminatevi sul sentiero che sale e si addentra nel bosco e continuate in mezzo ad alberi di olmo, acero, faggio e betulla. Alla fine di un tratto abbastanza ripido arriverete al Belvedere Nuvolone, uno dei punti panoramici più impressionanti del Lago di Como. Fate una pausa per scattare delle fotografie del lago dall’alto e per bere un po’ d’acqua prima di riprendere la vostra camminata in direzione est.

Il sentiero continua in discesa verso la Bocchetta del Nuvolone, e fate attenzione a non perdervi un piccolo santuario della Madonna intagliato nella roccia. Seguite i segnali per il Sentiero 39 lungo la vetta, una volta che vi sarete lasciati alle spalle le case di Colmenetta e il Monte Fopa (di 1.100 metri circa sul livello del mare) finché raggiungerete il Rifugio Martina. Molto probabilmente sarete tentati di fermarvi qui, per riposare le gambe e affondare il cucchiaio in un aromatic piatto di polenta, ma siamo sicuri che questa avrà un gusto migliore se sarete in grado di perseverare e raggiungerete la cima del Monte San Primo. Questo tratto del sentiero è abbastanza ripido e una vera e propria sfida per lo stiramento dei vostri muscoli, ma una volta che sarete arrivati sulla vetta, la vista di cui godrete si estenderà (in una giornata limpida!) fino alle Alpi svizzere e alle ondeggianti colline della Lombardia.

Ritornate al Rifugio Martina per il vostro pranzo più che meritato, e per un bel boccale di birra! Il nostro autista verrà a riprendervi nel parcheggio del Monte San Primo che si trova nelle vicinanze (a circa 15 minuti a piedi).

San Primo

Secondo la leggenda, due fratelli, Primo e Feliciano, erano legionari dell’esercito romano che diventarono missionari nella regione di Chiemgau vicino a Monaco. Predicavano il Vangelo e guarivano i malati con l’acqua di una sorgente con miracolosi poteri curativi. Quando fecero ritorno a Roma, l’Imperatore Diocleziano li condannò alla “Damnatio ad bestias”, vale a dire a essere dati in pasto alle bestie, e pertanto furono gettati nell’arena alla mercé degli orsi. Invece di dilaniare i due fratelli fino a provocarne la morte, gli orsi si stesero ai loro piedi. Nel corso dei secoli, i due santi sono stati venerati soprattutto nelle zone di montagna, sia al confine tra Germania e Austria, vicino a Chiemgau, sia qui sul Monte San Primo, dove la gente del posto eresse una chiesa in loro onore nel XV secolo. È da molto tempo che la chiesa non esiste più – e anche uno dei due fratelli, Feliciano, sembra essere stato dimenticato! – ma la montagna porta ancora il nome di uno dei due santi.

Sentiero 1

Guggiate – Rovenza – Parco San Primo – Bocchetta Terrabiotta

Aumento di quota: 1.200 metri circa
Difficoltà: Facile
Durata: 4 ore

Chiedete al personale del Palazzo di organizzarvi un transfer fino al borgo di Guggiate a Bellagio, o prendete l’autobus C30 dal centro del paese fino alla fermata di Guggiate. Cercate la segnaletica del Sentiero 1. Questo rientra nel sentiero di trekking della Dorsale del Triangolo Lariano che taglia in due il triangolo di terra tra i due rami meridionali del lago e porta da Bellagio fino a Brunate, un paese sopra Como noto come il Balcone sulle Alpi.

Dall’incantevole Chiesa di Sant’Andrea a Guggiate, prendete la strada a destra dei cancelli di Villa Ciceri e seguite il Sentiero 1, e attraversate il Fiume Perlo le cui acque in passato erano impiegate per alimentare gli stabilimenti tessili e i frantoi locali. Il sentiero continua oltre la pista di atterraggio per gli elicotteri del servizio di emergenza, una casa colonica che dà sui frutteti di Cagnanica e si addentra in un folto bosco di castagni. (Coloro che preferiscono accorciare l’escursione, in questo punto possono prendere il Sentiero 5 e far ritorno scendendo fino al borgo di San Giovanni a Bellagio in circa un’ora.) Il sentiero prosegue con una stradina sterrata leggermente in salita che passa tra prati e boschi fino al meraviglioso parco di Villa Mariani, e termina in una radura con una cappella isolata. Seguite la strada lastricata che finisce nel paese di Paum, oltrepassate il cancello e salite finché vi sarete lasciati alle spalle un terreno ricoperto di faggi e sarete giunti ai verdi pascoli dell’Alpe delle Ville.

Il sentiero continua oltre la casa rivestita di pietra della vecchia Colonia Bonomelli fino al parcheggio di Monte San Primo. Seguite ancora la segnaletica bianca e rossa del Sentiero 1 oltre la sciovia della stazione sciistica di Forcella, un posto ideale per le famiglie dove andare a sciare in inverno. Dopo aver attraversato un bosco di faggi, continuate a salire sul sentiero che costeggia il crinale della montagna e addentratevi in un boschetto di ontani finché avrete raggiunto la bella Bocchetta di Terrabiotta che si trova a un’altezza di circa 1.400 metri. La vista del promontorio di Bellagio e dei tre bracci del lago vi toglierà il respiro, e con un po’ di fortuna potrete vedere una mandria di cavalli al pascolo che renderà le vostre fotografie ancor più speciali. Godetevi un pic nic ben meritato mentre ammirate il panorama, e tornate verso il parcheggio del Monte San Primo, dove possiamo organizzare un passaggio per venire a prendervi, altrimenti potete optare per una deviazione di 15 minuti per dirigervi al Rifugio Martina e degustare un pranzo con piatti della cucina tradizionale di montagna e un bicchiere di vino locale!

L’Energia dell’Acqua

Prima che il Lago di Como diventasse la destinazione preferita dei ricchi e famosi di tutto il mondo, i contadini e gli agricoltori che vivevano sulle colline di Bellagio dovevano arrangiarsi con tutto ciò che potevano coltivare nei loro campi e tutto quanto potevano trovare nei boschi. Le acque di molti dei fiumi che sgorgano a una certa altitudine e sfociano nel lago venivano sfruttate dalla gente del posto per produrre energia impiegata nell’attività artigianale e su più ampia scala a livello industriale. Il Fiume Perlo, che attraverserete durante l’escursione di oggi, rientra tra questi fiumi. La gente del luogo costruì ruote idrauliche per i frantoi con i quali si estraeva l’oro verde dagli ulivi coltivati in questa zona, o per macinare le castagne per ricavarne farina per gnochhetti e torte. Correnti di maggior portata erano sfruttate per la produzione di energia nei grandi stabilimenti tessili, come testimoniano le rovine di Menaggio e Nesso – e non dimentichiamo che la fiorente industria della seta dipendeva proprio dall’acqua!

Sentiero 39

Brogno – Punto panoramico di Nuvolone – Rifugio Martina – Cima di San Primo

Aumento di quota: 1.100 metri circa
Diminuzione di quota: 300 metri
Difficoltà: EE = per escursionisti esperti
Durata: 4 ore

Questa escursione è più faticosa rispetto alla precedente. Dal momento che il sentiero si può fare più scivoloso (soprattutto dopo un’abbondante pioggia!) e la vegetazione può essere piuttosto incolta con l’avanzare della stagione, vi raccomandiamo di indossare dei robusti scarponi da trekking e pantaloni lunghi. Chiedete al personale del Palazzo di incaricarsi del trasporto perché possiate arrivare al borgo di Brogno sulla strada Bellagio-Magreglio, e da questo punto seguite la segnaletica del Sentiero 39 che troverete tra due pilastri. Incamminatevi sul sentiero che sale e si addentra nel bosco e continuate in mezzo ad alberi di olmo, acero, faggio e betulla. Alla fine di un tratto abbastanza ripido arriverete al Belvedere Nuvolone, uno dei punti panoramici più impressionanti del Lago di Como. Fate una pausa per scattare delle fotografie del lago dall’alto e per bere un po’ d’acqua prima di riprendere la vostra camminata in direzione est.

Il sentiero continua in discesa verso la Bocchetta del Nuvolone, e fate attenzione a non perdervi un piccolo santuario della Madonna intagliato nella roccia. Seguite i segnali per il Sentiero 39 lungo la vetta, una volta che vi sarete lasciati alle spalle le case di Colmenetta e il Monte Fopa (di 1.100 metri circa sul livello del mare) finché raggiungerete il Rifugio Martina. Molto probabilmente sarete tentati di fermarvi qui, per riposare le gambe e affondare il cucchiaio in un aromatic piatto di polenta, ma siamo sicuri che questa avrà un gusto migliore se sarete in grado di perseverare e raggiungerete la cima del Monte San Primo. Questo tratto del sentiero è abbastanza ripido e una vera e propria sfida per lo stiramento dei vostri muscoli, ma una volta che sarete arrivati sulla vetta, la vista di cui godrete si estenderà (in una giornata limpida!) fino alle Alpi svizzere e alle ondeggianti colline della Lombardia.

Ritornate al Rifugio Martina per il vostro pranzo più che meritato, e per un bel boccale di birra! Il nostro autista verrà a riprendervi nel parcheggio del Monte San Primo che si trova nelle vicinanze (a circa 15 minuti a piedi).

San Primo

Secondo la leggenda, due fratelli, Primo e Feliciano, erano legionari dell’esercito romano che diventarono missionari nella regione di Chiemgau vicino a Monaco. Predicavano il Vangelo e guarivano i malati con l’acqua di una sorgente con miracolosi poteri curativi. Quando fecero ritorno a Roma, l’Imperatore Diocleziano li condannò alla “Damnatio ad bestias”, vale a dire a essere dati in pasto alle bestie, e pertanto furono gettati nell’arena alla mercé degli orsi. Invece di dilaniare i due fratelli fino a provocarne la morte, gli orsi si stesero ai loro piedi. Nel corso dei secoli, i due santi sono stati venerati soprattutto nelle zone di montagna, sia al confine tra Germania e Austria, vicino a Chiemgau, sia qui sul Monte San Primo, dove la gente del posto eresse una chiesa in loro onore nel XV secolo. È da molto tempo che la chiesa non esiste più – e anche uno dei due fratelli, Feliciano, sembra essere stato dimenticato! – ma la montagna porta ancora il nome di uno dei due santi.