Il Lago di Como ha una storia ricca e varia: fu per secoli crocevia di mercanti, contrabbandieri e pellegrini, campo di battaglia dei poteri europei costituiti e luogo di villeggiatura dei nobili dell’Impero Romano, vescovi decadenti e ricchi industriali. Quando in macchina percorrete la strada stretta che costeggia il lago mentre ammirate il panorama, è facile dimenticare che fare rotta per il Lago di Como non dev’essere mai stato semplice per i conquistatori, i mandriani e i commessi viaggiatori dei tempi andati. Le ripide pendici e i borghi sorti sui fianchi delle colline un tempo erano attraversati da mulattiere e strade di fortuna, alcune delle quali – grazie all’iniziativa degli amanti della natura e degli appassionati di escursionismo – sono state ripristinate e aperte al pubblico.

Al Palazzo del Vice Re, una delle nostre preferite è la Greenway del Lago.

La Greenway del Lago è un sentiero escursionistico di circa 11 km che segue la riva del lago da Colonno a Griante, serpeggia per pendici boschive e deliziosi borghi, e passa per antichi luoghi di culto ed eleganti ville sulle sponde del lago. Accompagnateci mentre ci facciamo strada e percorriamo le sette tappe principali di questa camminata, indicandovi allo stesso tempo i più importanti punti d’interesse, alcuni posti in cui potrete fermarvi a mangiare qualcosa e mentre vi raccontiamo avvincenti aneddoti storici. Il sentiero è ideale per gli ospiti del Palazzo del Vice Re, sia che vogliate avventurarvi da soli o che vogliate avvalervi delle nostre esperte guide locali, senza dimenticare che le comode stazioni del traghetto lungo il percorso vi renderanno facile l’accesso o la deviazione dal sentiero in qualsiasi punto preferiate.

1ª Tappa

Da Colonno a Sala Comacina

Se seguite le indicazioni per la Greenway del Lago, il sentiero vi condurrà a questo tipico borgo del Lago di Como lungo Via Civetta, una strada stretta con case su entrambi i lati. Un piccolo ponte di pietra attraversa il Torrente Pessetta, prima che il sentiero vi porti fino al punto panoramico che domina il centro di Colonno, dove si erge il campanile, e si apre fino al lago e all’Isola Comacina.

Probabilmente ai viaggiatori curiosi potrebbe interessare fare una deviazione ed entrare nel borgo di Colonno per visitare la Chiesa di San Michele Arcangelo e i suoi affreschi medievali. Il sentiero continua al di sopra del borgo lungo quella che era conosciuta come Strada Regina in onore della Regina Teodolinda, una regina longobarda che visse sul Lago di Como dal 589 al 616 e alla quale si deve non solo la rapida espansione del Cristianesimo ma anche la costruzione di strade transitabili come questa.

INFO

Come potrete notare, il Torrente Pessetta è più un rigagnolo che un vero e proprio torrente! Spesso ingrossato di acqua nei periodi di precipitazioni o nella stagione del disgelo nelle montagne circostanti, il nome a volte può risultare fuorviante!

2ª Tappa

Da Sala Comacina a Ossuccio

Al pittoresco santuario di San Rocco, una scalinata di pietra porta giù al lago e al porticciolo di Sala Comacina, mentre la Greenway prosegue verso Ossuccio. Se vi trovate lì all’ora di pranzo, salite a bordo del traghetto e dirigetevi all’Isola Comacina, la sola isola abitata del Lago di Como, così che potrete pranzare alla Locanda dell’Isola. L’insenatura di fronte a Sala Comacina è conosciuta nel dialetto locale come la Zoca de l’Oli, denominazione che si riferisce alle acque scure che non presentano la più piccola increspatura – lisce come l’olio! – e alla tradizione locale di produrre olio di oliva. Scendendo verso la riva del lago, dalla Greenway godrete di una vista dell’isola che potrete postare su Instagram a ogni minima variazione di prospettiva. Ancorata a pochi metri dalla sponda sotto il sentiero vedrete La Velarca, una casa-barca ormeggiata in questo punto sin dai primi anni Sessanta. I famosi architetti dello storico studio BBPR di Milano progettarono questa barca basandosi sull’antica “gondola corriera tramezzina” e ai tempi della dolce vita i suoi proprietari davano il benvenuto a bordo agli intellettuali di quegli anni. Il FAI, la fondazione italiana che si occupa della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio artistico e naturale del Paese, al momento sta restaurando la barca affinché possa recuperare il suo originario splendore.

Prima di completare il giro alla Zoca de l’Oli, fermatevi per una breve visita alla Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo dell’XI secolo che sorge su un punto a strapiombo sulla riva. Lo stile architettonico è degno di nota per il curioso campanile a vela così come per gli affreschi che si trovano all’interno e all’esterno. Il sentiero continua addentrandosi nel primo dei borghi di Ossuccio, Spurano, prima di risalire di nuovo fino a Via Castelli. La Greenway avanza al di sopra del secondo borgo, Ospedaletto, con l’incantevole veduta sul campanile del XIV secolo della Chiesa di Santa Maria Maddalena. Vi potrebbe interessare fare una piccola deviazione per visitare il paesino e vedere più da vicino la chiesa, insieme al complesso che diede il nome al borgo, l’Hospitalis in località Stabio, un rifugio per i poveri e per i pellegrini. Oggi è la sede dell’Antiquarium, un piccolo museo in cui sono conservati reperti ritrovati durante gli scavi archeologici dell’Isola Comacina. La Greenway riprende in direzione del lago e scende passando per i borghi di Isola e Campo, per la chiesa romanica di Sant’Eufemia e il toccante Monumento ai Caduti che commemora i soldati del luogo che persero la vita nella Prima Guerra Mondiale.

Locanda dell’Isola

Tutte le persone che contano del Lago di Como cenano nel ristorante tradizionale di Benvenuto Puricelli, la Locanda dell’Isola – e per averne la prova, basta dare un’occhiata al Muro delle Celebrità! Il menù di sette portate della Locanda non è cambiato dal 1947, e offre un tipo di cucina semplice con un antipasto casereccio e carni stagionate, pesce e pollo alla griglia, e un gelato cremoso con frutta fresca. Anche lo “spettacolo” che lo guarnisce è assolutamente delizioso: una forma di parmigiano fa il giro da un tavolo all’altro, con generosi pezzi di formaggio tagliati e offerti a ogni ospite, e Benvenuto in persona, dopo ogni pasto, inscena una cerimonia con caffè annaffiato dal brandy alla fiamma conosciuto come “l’Esorcismo del Fuoco”, atto a rompere la leggendaria maledizione dell’isola. Nel frattempo, il vino scorre a fiumi, il lago scintilla di luce e bellezza e la sola vista basta a lasciarvi senza respiro… /strong>

Sacro Monte di Ossuccio

Da Via Castelli potete fare una deviazione salendo per la collina fino al Sacro Monte di Ossuccio, uno dei nove “monti sacri” della Lombardia che furono dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2003. Immerso in un paesaggio di boschi e oliveti, il complesso architettonico religioso è formato da quattordici cappelle decorate secondo lo stile barocco locale con 230 statue di terracotta. Le policrome figure riccamente ornate sono abbigliate con gli indumenti tipici del XVII secolo, e offrono un’interessantissima incursione nella vita quotidiana dell’epoca. Da qui, seguite il sentiero che passa per i borghi di Garzola, Molgisio, Masnate e Tregola, e vi immetterete di nuovo nella Greenway a Mezzagra. Questa deviazione aggiunge circa 2,5 km alla distanza totale.

3ª Tappa

Da Ossuccio a Lenno

Dopo aver percorso il viottolo che attraversa il Torrente Perlana, il sentiero accede al pittoresco borgo di Campo e passa davanti a Villa Monastero, costruita nel XVI secolo, che crediamo valga la pena visitare. La Greenway continua in direzione del borgo di Lenno, con la penisola di Dosso di Lavedo che spunta nel lago alla vostra destra. Una camminata di 25 minuti in questa penisola collinare ricoperta di boschi vi porterà a Villa del Balbaniello, che oggi gode di fama mondiale, e che potrete visitare per ammirare quella che in passato fu la dimora di un vescovo alquanto mondano, di un generale americano e di un eccentrico esploratore, il Conte Guido Monzoni. L’elegante loggia giallo canarino, che fu scelta come sfondo per i film di James Bond e Star Wars, è lo scatto più popolare del Lago di Como, mentre la biblioteca e il Museo delle Spedizioni celebrano la vita di una delle figure più affascinanti dell’Italia del XX secolo, con un corno di narvalo e l’attrezzatura retrò delle spedizioni in montagna del Conte inclusi!

Una volta ripresa la Greenway, il sentiero ritorna serpeggiando sulla riva del lago e conduce al suggestivo Golfo di Venere. Gli amanti della spiaggia cederanno alla tentazione di attardarsi al Lido di Lenno, che mette a disposizione lettini su una piattaforma ricoperta di sabbia, la scaletta per entrare in acqua e godersi una breve immersione e un ristorante in loco molto chic che si trasforma in un trendy cocktail bar nel momento in cui il sole inizia a tramontare sul lago. Nella caratteristica piazza principale di Lenno troverete un battistero con pianta ottagonale dell’XI secolo e la Chiesa di Santo Stefano, e pure il pontile con corse di traghetti regolari per e da Lenno.

Villa Monastero

Villa Monastero è situata in riva al lago. Come molte proprietà che sorgono sulle rive del lago, Villa Monastero ha una storia intrigante. Costruita in origine come convento per le suore scappate dagli incendi dell’Isola Comacina, nel XVI secolo diventò un ritiro in riva al lago per i magnati che si arricchirono con il commercio del minerale di ferro. L’imprenditore tedesco Walter Kees acquistò la villa all’inizio del XX secolo e le aggiunte che furono realizzate una volta che ne divenne il proprietario e che confluirono in una combinazione eclettica di stile neo-barocco, neo-classico e Belle Époque costituiscono al giorno d’oggi la principale attrattiva della casa museo, insieme alle specie esotiche dei sorprendenti giardini botanici. L’ultimo proprietario, il Dottor Marco de Marchi, fu un famoso mecenate delle scienze, e per questo nella villa si tengono tuttora numerosi simposi e conferenze legati al campo scientifico.

Villa Monastero

Villa Monastero è situata in riva al lago. Come molte proprietà che sorgono sulle rive del lago, Villa Monastero ha una storia intrigante. Costruita in origine come convento per le suore scappate dagli incendi dell’Isola Comacina, nel XVI secolo diventò un ritiro in riva al lago per i magnati che si arricchirono con il commercio del minerale di ferro. L’imprenditore tedesco Walter Kees acquistò la villa all’inizio del XX secolo e le aggiunte che furono realizzate una volta che ne divenne il proprietario e che confluirono in una combinazione eclettica di stile neo-barocco, neo-classico e Belle Époque costituiscono al giorno d’oggi la principale attrattiva della casa museo, insieme alle specie esotiche dei sorprendenti giardini botanici. L’ultimo proprietario, il Dottor Marco de Marchi, fu un famoso mecenate delle scienze, e per questo nella villa si tengono tuttora numerosi simposi e conferenze legati al campo scientifico.

4ª Tappa

Da Lenno a Bolvedro di Tremezzo

Dal pontile di Lenno la Greenway conduce a un ponte pedonale che attraversa il Torrente Palo prima di girare a sinistra all’Hotel San Giorgio sulla strada che sale in collina verso Mezzegra. Mentre passerete per oliveti e antiche case di pietra, state attenti a non perdervi l’Oratorio di San Giuseppe con il suo caratteristico portico. Al bivio successivo, gli appassionati di storia potrebbero essere interessati a fare una deviazione per giungere nel luogo in cui fu assassinato Mussolini. La Greenway prosegue fino alla Chiesa di Sant’Abbondio, uno straordinario esempio dell’architettura del XVIII secolo con decorazioni rococò e altari realizzati in marmo nero locale, allo stesso tempo incantevole per le vedute panoramiche che offre sul lago fino al promontorio di Bellagio e alle montagne di Grigne che si elevano nella distanza. Il borgo di Bonzaniga, singolare per la sua mescolanza di antiche costruzioni, scalinate e archi in pietra che paiono essersi fermati nel tempo, è anche il luogo in cui si trova il Palazzo Brentano, una residenza signorile costruita nel XVII secolo da una famiglia di commercianti che ebbero un grande successo in tutta Europa. Il sentiero prosegue attraversando il Torrente Bolvedro, e scendendo di nuovo verso la riva del lago fino a raggiungere un porticciolo in Via Monte Grappa.

L’assassinio di Mussolini

Villa Belmonte, in Via XXIV Maggio, è marcata da una croce nera che indica il punto esatto in cui Benito Mussolini e la sua amante furono assassinati. Quando iniziò a essere chiaro che i suoi giorni in qualità di Duce erano ormai contati, il sedicente Cesare sfrecciò a bordo di un’Alfa Romeo, come se si fosse trattato della scena di un film, verso il Lago di Como dove si unì a un gruppo di soldati tedeschi per tentare di attraversare il confine con la Svizzera. Nonostante fosse travestito con l’uniforme dell’esercito tedesco, lui e Claretta furono catturati da una banda di partigiani, imprigionati in una fattoria isolata e poi giustiziati a colpi di mitragliatrice davanti alla Villa Belmonte il 28 aprile 1945.

5ª Tappa

Da Bolvedro di Tremezzo a Tremezzo

Appena passato il porticciolo di Bolvedro, fate una piccola sosta per contemplare Villa Sola Cabiati, conosciuta anche con il nome La Quiete. Questo sorprendente palazzo del XVIII secolo si leva dietro cancelli di ferro battuto finemente ornati in mezzo a un delizioso giardino disegnato secondo lo stile italiano; oggi è adibito a spazio per eventi gestiti dai proprietari del Grand Hotel Tremezzo. La Greenway prosegue lungo la sponda del lago fino alla Chiesa di San Lorenzo, un imponente monumento iniziato nel XVIII secolo e terminato soltanto nel XX. A fianco si trova Villa Maier con il suo incantevole parco, il Giardino Teresio Olivelli. Restaurato secondo lo stile razionalista dal rinomato architetto Pietro Lingeri negli anni Venti, la villa e il parco offrono uno scenario bellissimo per un picnic. Villa Mainone, con il suo giallo vivace, è una delle prime residenze signorili di questo tipo, una villa in riva al lago con ampi giardini costruita come luogo di ritiro per le famiglie agiate a partire dal XVII secolo. Al momento è la sede di un museo dedicato al paesaggio unico del Lago di Como, che promuove la conservazione storica, la coltivazione tradizionale e il patrimonio culturale. Il pontile per i traghetti del servizio pubblico situato davanti alla Chiesa di San Bartolomeo segna l’inizio del borgo di Tremezzo.

6ª Tappa

Da Tremezzo a Villa Carlotta

Il borgo di Tremezzo incominciò a essere in auge nel XVII secolo come luogo di villeggiatura per le famiglie benestanti milanesi che costruirono imponenti palazzi, quali le vicine Villa Carlotta e Villa Sola Cabiati, con giardini dal raffinato disegno sulla riva del lago. Dopo che i primi hotel iniziarono ad aprire le loro porte nel XIX secolo, il Grand Hotel Tremezzo fu inaugurato con grande ostentazione nel 1910, attirando visitatori da tutta Europa che giungevano sul Lago di Como in occasione del Grand Tour. La struttura del borgo di Tremezzo – un viale di grandi ville con portici che danno sul lago e stradine e scalinate acciottolate che si immettono nel viale – diventò un modello per molti degli altri borghi e paesini situati in riva al lago. Seguite la Greenway lungo la passeggiata, ma non esitate a esplorare e a perdervi per i vicoli di Tremezzo, o a fare una piccola pausa sorseggiando un caffè o gustandovi un gelato o un pasto in uno dei suoi accoglienti locali. Sul bordo settentrionale del paese si erge fiero il Grand Hotel Tremezzo con la sua scalinata coperta da rampicanti, le terrazze che debordano di fiori e la piscina che galleggia sul lago. Il Grand Hotel Tremezzo mette a disposizione due ristoranti (se siete ancora presentabili!), il grill T Beach e il ristorante di lusso La Terrazza. L’ineguagliabile Villa Carlotta, con i suoi circa sette ettari di rigogliosi giardini, è ubicata al limitare del paese.

Villa Carlotta

Costruita originariamente nel XVII secolo, a Villa Carlotta sono stati donati capolavori realizzati dai migliori pittori e scultori italiani ed è stata abbellita da romantici giardini botanici. Chilometri di sentieri serpeggiano per tutto il parco, cosparso di terrazze e fontane, statue e scalinate. Dipendendo dal periodo dell’anno, resterete sbalorditi dalla vertiginosa varietà di rododendri, azalee e camelie o felci, ortensie e bambù. Un piccolo museo di strumenti agricoli inserito in una deliziosa serra restaurata ci ricorda gli sforzi sovrumani e le generazioni di pollici verdi che sono stati necessari per creare i giardini che oggi abbiamo il privilegio di ammirare.

6ª Tappa

Da Tremezzo a Villa Carlotta

Il borgo di Tremezzo incominciò a essere in auge nel XVII secolo come luogo di villeggiatura per le famiglie benestanti milanesi che costruirono imponenti palazzi, quali le vicine Villa Carlotta e Villa Sola Cabiati, con giardini dal raffinato disegno sulla riva del lago. Dopo che i primi hotel iniziarono ad aprire le loro porte nel XIX secolo, il Grand Hotel Tremezzo fu inaugurato con grande ostentazione nel 1910, attirando visitatori da tutta Europa che giungevano sul Lago di Como in occasione del Grand Tour. La struttura del borgo di Tremezzo – un viale di grandi ville con portici che danno sul lago e stradine e scalinate acciottolate che si immettono nel viale – diventò un modello per molti degli altri borghi e paesini situati in riva al lago. Seguite la Greenway lungo la passeggiata, ma non esitate a esplorare e a perdervi per i vicoli di Tremezzo, o a fare una piccola pausa sorseggiando un caffè o gustandovi un gelato o un pasto in uno dei suoi accoglienti locali. Sul bordo settentrionale del paese si erge fiero il Grand Hotel Tremezzo con la sua scalinata coperta da rampicanti, le terrazze che debordano di fiori e la piscina che galleggia sul lago. Il Grand Hotel Tremezzo mette a disposizione due ristoranti (se siete ancora presentabili!), il grill T Beach e il ristorante di lusso La Terrazza. L’ineguagliabile Villa Carlotta, con i suoi circa sette ettari di rigogliosi giardini, è ubicata al limitare del paese.

Villa Carlotta

Costruita originariamente nel XVII secolo, a Villa Carlotta sono stati donati capolavori realizzati dai migliori pittori e scultori italiani ed è stata abbellita da romantici giardini botanici. Chilometri di sentieri serpeggiano per tutto il parco, cosparso di terrazze e fontane, statue e scalinate. Dipendendo dal periodo dell’anno, resterete sbalorditi dalla vertiginosa varietà di rododendri, azalee e camelie o felci, ortensie e bambù. Un piccolo museo di strumenti agricoli inserito in una deliziosa serra restaurata ci ricorda gli sforzi sovrumani e le generazioni di pollici verdi che sono stati necessari per creare i giardini che oggi abbiamo il privilegio di ammirare.

7ª Tappa

Da Villa Carlotta a Griante

L’ultimo tratto della Greenway vi permetterà di passare davanti a molte delle sontuose ville del Lago di Como, anche se la maggior parte è nelle mani di proprietari privati. Quando entrate a Cadenabbia, potrete vedere Villa Collina con il suo colore giallo scuro stagliarsi sulle colline; questa villa fu la residenza di villeggiatura estiva del primo cancelliere tedesco e oggi appartiene alla Fondazione Konrad Adenauer. Sulla riva, la facciata a righe della Chiesa Anglicana dell’Ascensione si distingue per più di una ragione. Fu la prima del suo genere in Italia quando fu consacrata nel 1891, e soddisfaceva le esigenze degli aristocratici e intellettuali del nord protestante che giungevano sul Lago di Como per il Grand Tour. Nei mesi estivi i servizi religiosi si tengono ancora in inglese, e l’interno con i suoi mosaici dorati e gli originali soffitti a cassettoni è davvero sorprendente. Il centro storico di Griante si trova approssimativamente a 15 minuti salendo su per la collina e vale veramente la pena visitarlo – le antiche abitazioni di pietra lasciano a malapena lo spazio sufficiente ai passaggi arcuati che le uniscono! Una volta che scenderete di nuovo sulla riva del lago, non perdetevi altre due splendide ville prima di giungere al termine della Greenway: Villa Margherita, la residenza del XIX secolo dell’editore musicale Giulio Ricardo dove Verdi compose parte de La Traviata, e Villa Maria, il gioiello Art Nouveau costruita per gli americani all’inizio del XX secolo.